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08/10/2017 - TUSCANIA 8 OTTOBRE 2017 ESCURSIONE ALLE NECROPOLI ETRUSCHE DI CASA GALEOTTI - SASSO PINZUTO



Informazioni sull'uscita

Data: 08/10/2017

Difficoltà:

- Difficoltà media

Distanza in auto: 80 km (a/r)

Lunghezza percorso a piedi: 4 km

Note:

         

Gentili Signori Tiburziani,

                                                    …. si ritorna sulla “breccia”, per dare inizio al nuovo programma “escursivo” del Gruppo anni “2017/18”.

PRIMA USCITA AUTUNNALE

“TUSCANIA  8 OTTOBRE 2017”

ESCURSIONE ALLE NECROPOLI ETRUSCHE DI CASA GALEOTTI – SASSO PINZUTO

PERCORSO BREVE, PRESENZA DI QUALCHE SALITA,  DI C.A  KM. 4

AL TERMINE PRANZO NELL’AGRITURISMO  DI CASA CAPONETTI

DETTAGLI

PARTENZA ORE 8.30 ESATTE DAL PARCHEGGIO DEL TRIBUNALE DI CIVITAVECCHIA

AUTO PROPRIE ABBIGLIAMENTO SOLITO

SI RAGGIUNGE LA SEDE DEL RISTORANTE IN TUSCANIA OVE INIZIA “L’USCITA”

COSTI: PRANZO EURO 25 CAD. – MENU’ CLASSICO DELLA TUSCIA TUSCANESE

 



Documenti sul sito

NECROPOLI DI CASA GALEOTTI - DEL SASSO PINZUTO

Le Necropoli sono poste entro una vasta proprietà privata, per cui verremo guidati direttamente dal proprietario sui siti. Per intervenire all’escursione è necessario inviare una mail per la prenotazione “pranzo”al sottoscritto, indicando il numero delle persone che parteciperanno, ed eventuali preclusioni su un menù classico. Ciascuno può subito inviare l’adesione al mio indirizzo di posta elettronico vanivani@alice.it  Il pagamento del ristorante avverrà solamente il giorno 8 ottobre stesso. Entro il 25 settembre le prenotazioni si riterranno consolidate e, pertanto, eventuali defezioni, se il ristoratore pretenderà un risarcimento, obbligheranno al pagamento del dovuto.

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                In questo ultimo scorcio dell’anno 2017 ho cercato di includere, tra i nostri impegni sul campo, la interessante zona del “Tuscanese”, privilegiando un territorio sconosciuto ai più e perfino al mondo “storico”, facendo un grave torto, secondo il mio pensiero, ad un territorio che la storia ha distrattamente trascurato.

Tuscania e dintorni ha “distribuito”, a tutti i  musei del mondo, gran parte, se non del tutto, del proprio patrimonio archeologico asportabile, dei propri sarcofagi con figure umane scolpite al di sopra del coperchio, in particolare.  Ciò che più disturba il nostro puro credo, la nostra  etica, è che buona parte del patrimonio archeologico “mobile” di Tuscania è stato svenduto in tutto il mondo. Certi personaggi tuscanesi (I Campanari in testa), che al loro “tempo” venivano definiti antiquari, erano molto stimati ed apprezzati, malgrado la loro attività di spoliazione delle tombe e successiva vendita dei reperti indiscriminata, poi all'estero. La loro discutibile attività ha dirottato le stipi votive ovunque, senza alcuna logica, forse il fatto di non sapere nulla su Tuscania “etrusca”, deriva proprio da questo. Non si conosce, infatti, come questo grande ed importante centro etrusco fosse chiamato, ma ci si domanda come possibile ciò sia possibile!

Pensate che una coppia di dadi etruschi in avorio, con i nomi dei primi sei numeri in lingua “Rasenna”, rinvenuti in una tomba tuscanese, si trovano nel Cabinet des Medailles della Bibliothèque Nationale de Paris (ma che ci stanno a fare lì….). A questo punto mi corre un inciso, e di questa deviazione chiedo venia, non potendo intervenire l’8/10 sull’argomento, per i motivi sopra indicati.

 

Dal volume Tuscania ed. Bonechi – Firenze – Testo di Italo Faldi

O M I S S I S

“” … i dadi nel mondo etrusco avevano un valore sacrale. Basta pensare al racconto sull’origine del popolo etrusco che fa Erodoto nel V secolo a.C., il quale, in maniera molto attendibile, fonda su testimonianze greche l’ipotesi dell’arrivo degli etruschi dall’Anatolia. Pare che sotto il regno di Ati (probabilmente Hatti, cioè l’ittita), figlio di Mani, (cioè la guida, l’amministratore, dal verbo hittita “manny” e quindi l’eroe) una grande carestia colpisse la Lidia (Asia Minore). …. Si dice che in tali frangenti i Lidi inventassero il gioco dei dadi … che utilizzarono per combattere la fame nel modo seguente. Ogni due giorni giocavano per un giorno intero, così distraevano l’attenzione dalla ricerca del cibo; il giorno appresso non si dedicavano al gioco e mangiavano.  Vissero in questo modo per diciotto anni. Ma siccome il pericolo anziché diminuire continuava a diventare sempre più grave, il re divise i Lidi in due gruppi; e tirò a sorte coi dadi quale dei due avrebbe dovuto rimanere e quale partire … Egli mise poi a capo del gruppo che doveva partire suo figlio Tirreno … ed essi giunsero nella terra degli Umbri. Là fondarono le città nelle quali vivono tuttora, ma cambiarono il loro nome di Lidi in un altro, derivandolo da quello del figlio del re che li aveva guidati. Si chiamarono pertanto Tirreni,””

     Il passaggio dei Lidi/Tirreni sarebbe avvenuto verso il XII secolo a.C. (data approssimativa dello svolgimento della Guerra di Troia) nell’ambito di un ampio movimento di popolazioni (i popoli del Mare) che dall’Anatolia si spostarono verso il Mediterraneo occidentale e meridionale; ne forniscono informazione anche le fonti egiziane poiché i Lidi avevano sperato inizialmente di potersi stabilire in Egitto, sul delta del Nilo.

   Termino qui il mio discorso con un arrivederci a domenica 8 ottobre 2017.  Ivano

          


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